Keats lettere a Fanny
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Nella casa di John Keats – Parte 3

Nella casa di John Keats Parte 2

Dopo questi viaggi nel passato ritorniamo al punto da cui eravamo partiti…

 

Roma anni '90

Finito il suo racconto, John posò sul tavolino un piccolo foglio di carta ingiallito e lo spostò delicatamente con la mano verso Sophie, che emozionata lo prese in mano e lo aprì.john keats frasi

Lesse mentalmente la poesia di John Keats e una lacrima le rigò il volto.

Tra di loro calò il silenzio, interrotto solo dal ticchettio dell’orologio sulla scrivania.

Ad un certo punto la direttrice alzò lo sguardo verso il ragazzo che le sorrise a sua volta.

“Ho mantenuto la promessa fatta a mia madre” – disse lui – “Ora la lascio lavorare”. E si alzò per avviarsi verso la porta.

“La prego non se ne vada!” implorò Sophie bloccandolo. “Cosa ne fu della ragazza americana del suo racconto, Agnes, dopo quel giorno? Riuscì mai a incontrare il suo amore italiano?”

Fumetto amore a RomaJohn le sorrise e si rimise a sedere invitando Sophie a fare altrettanto.

“Purtroppo l’ultimo bombardamento su Roma fu pesante ma Agnes riuscì a mettersi in salvo e ad aiutare le persone che erano con lei nel rifugio. C’erano soprattutto molti bambini. Li intratteneva spesso con questa poesia, facendogli dimenticare per qualche momento il perché si trovassero là sotto.”

storia d'amore in tempo di guerra“Mi chiedo perché Agnes prese proprio questa poesia…” chiese la giovane direttrice.

“Perché le ricordava il luogo di cui le aveva parlato Eugenio e voleva fargliela leggere una volta insieme”.

“E ci riuscirono?” domandò con apprensione la ragazza.

John dapprima assunse uno sguardo malinconico, poi le sorrise ancora.

“Sì. Mio padre adorava quella poesia e ad ogni loro anniversario pretendeva che lei gliela leggesse. Finita la guerra mia madre restò a Roma con la Croce Rossa per dare una mano con la ricostruzione. Fu per caso che un giorno passeggiando a Piazza di Spagna notò mio padre in fondo alle scale. Da quel momento non si sono più lasciati. Sono tornati in America … E poi eccomi qui!”

 

capelli rossi disegno Sophie

Sophie era visibilmente commossa e sollevata.

“Mia madre prima di venire a mancare mi fece promettere che avrei restituito quel foglio. Perché apparteneva a questo luogo e a quest’atmosfera sospesa, ricca di bellezza e di arte.”

Collezione quadri libri oggetti

Entrambi guardarono fuori dalla finestra. Un’altra sera romana stava accendendosi.

“Le va di venire a cena stasera?” chiese Sophie.

“Così le racconto il resto della storia?” scherzò John.

“O forse potremmo scriverne un’altra.” rispose dolcemente la ragazza.

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Scritto da Giulia Morandi

 

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Roma e le sue bellezze sono state la meta di molti artisti stranieri, tra cui l’inglese John Keats, che vi risiedette dal 1820 al 1821, anno della sua morte.

Nel palazzo dove abitava, il numero 26 di Piazza di Spagna, è ospitata la Keats & Shelley House, una fondazione diventata casa-museo dedicata ai poeti romantici inglesi in Italia: al suo interno troverete una ricca collezione di quadri, sculture, libri, oggetti e prime edizioni delle opere di Keats, Percy Bysshe Shelley e Lord Byron, oltre che manoscritti di Jorge Luis Borges, Oscar Wilde, Mary Shelley, Walt Whitman, William Wordsworth e tanti altri .

La fondazione fu aperta all’inizio del Novecento e durante l’ultima guerra molti furono i soldati americani e non solo che passarono del tempo tra queste stanze, alla ricerca di un po’ di pace e silenzio dal fragore della guerra.

Ecco la pagina ufficiale di Keats and Shelley House per prenotare una visita.

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